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Pane interoLa scorsa domenica e dopo lungo tempo, ho preparato il mio amato pane. Ho sempre avuto interesse per la panificazione e la farina e, da qualche tempo, mi sto appassionando alle farine integrali e meno comuni come il farro, l’avena, la segale e sto cercando di farle diventare addirittura le protagoniste della mia cucina. Sicuramente sono più ricche di fibre, di vitamine e di proteine in quanto meno raffinate. Questo le rende più digeribili, anche se ciò non le rende meno “caloriche”. Gli effetti benefici per la dieta, però, pare ci siano comunque, in quanto gli alimenti integrali regolano la produzione di insulina, che è la principale responsabile dell’accumulo del grasso. Il mio consiglio è di scegliere, quindi, farine integrali (non parlo solo di quelle di frumento, ma anche di farro, di avena, di riso, ecc) o per lo meno di acquistare farina di buona qualità (se vi è possibile vi consiglio quella biologica, che è un po’ più costosa, ma dà un risultato migliore), controllandone sempre la freschezza (verificando semplicemente che la data di scadenza non sia troppo vicina). La farina, infatti, patisce molto la “vecchiaia”, la luce e l’aria. Per avere un buon pane, quindi, sono fondamentali alcuni accorgimenti, ma le soddisfazioni possono anche essere molte. Un mito che vorrei sfatare, infatti, riguarda proprio la difficoltà di preparare il pane in casa o quanto meno la difficoltà di ottenere un buon risultato. L’importante è prestare qualche piccola accortezza durante la preparazione. La ricetta che vi presento oggi è un pane dolce e ricco, adatto soprattutto per la colazione e mangiarlo con la marmellata al mattino è una delizia. E’ una variante partenopea del classico pane del nord con la frutta secca.

Pane dettaglio 2INGREDIENTI:
100 g di farina di semola rimacinata
200 g di farina di farro
200 g di farina integrale di frumento
80 g di uvetta
6 fichi secchi
50 g di noci tritate
50 g di semi di zucca e girasole
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio raso di sale
2 cucchiai di olio evo
220 ml di acqua tiepida
20 g di lievito madre secco
 
 
 
PREPARAZIONE:
Per prima cosa mettiamo in ammollo l’uvetta in acqua tiepida e se necessario anche i fichi.
Prepariamo il piano di lavoro pesando le farine e gli altri ingredienti, compresa l’acqua (che deve essere tiepida).
Iniziamo setacciando le farine sul piano, avendo cura di rimettere nell’impasto la crusca che rimane nel setaccio. Questo passaggio serve a far prendere aria alla farina e ad eliminare eventuali grumi.
Cospargiamo la farina con un cucchiaio di sale e facciamo un buco al centro dove metteremo il lievito e lo zucchero. A questo punto possiamo aggiungere l’olio e poi inizieremo con l’acqua (tenete conto che le indicazioni della quantità di liquido necessario sono sempre indicative). Una volta incorporata l’acqua lavoriamo un po’ la pasta per completare l’assorbimento dell’acqua con la farina. Dopo di che potremo incorporare l’uvetta, i fichi, le noci e i semi. Avendo la pazienza di lavorare l’impasto che dovrà avere il tempo di incorporare tutti gli ingredienti al suo interno.
Quando l’impasto sarà liscio ed uniforme, formeremo un panetto tondo che posizioneremo in un recipiente capiente almeno 3 volte la quantità dell’ impasto ed è importante che sia di plastica o legno. Ciò aiuterà a mantenere il calore creato dalla pasta di pane. La tradizione vuole, poi, che gli si disegni sopra una croce con la punta di un coltello.
Copriamo il recipiente con un canovaccio pulito e diamo inizio alla lievitazione. Ognuno ha un posto preferito dove lascia lievitare la pasta. Io, dopo anni e anni di tentativi, ho scoperto che il posto migliore è sotto le coperte in camera da letto. Evitate di posizionare l’impasto vicino a fonti di calore (caloriferi o stufe), perché ciò non aiuterà la lievitazione, anzi.
Lo lasceremo lievitare poco più di un’ora e mezza. Trascorso questo tempo l’impasto sarà raddoppiato di dimensioni. Con l’aiuto di un pochino di farina riprendiamo l’impasto, che sarà morbido ed elastico e gli daremo la forma che più ci piace.
Per avere un effetto più rustico, possiamo massaggiarlo con le mani sporche di farina e praticare dei tagli sulla superificie per decorarlo. Lo lasceremo lievitare ancora per 15/20 minuti coperto da un canovaccio di cotone su una teglia di alluminio (eventualmente ricoperta con carta da forno), tenendo conto che dovrà essere abbastanza ampia per poter permettere al pane di crescere ancora durante la cottura e nel frattempo scalderemo il forno a 230 gradi.
Trascorsa la seconda fase di lievitazione e raggiunta la temperatura del forno, potremo infornare il pane, che cuocerà in 40 minuti.
 
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