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Navigando sul web, qualche settimana fa, alla ricerca di informazioni su questo benedetto Lievito Madre, mi sono imbattuta in un sito internet dedicato quasi ed esclusivamente a questo argomento. Ho notato subito che era presente anche una sezione ” spacciatori”, ovvero persone che si offrono di donare un pezzo della loro Pasta Madre. E così ho deciso di contattare qualcuno a cui chiedere qualche informazione. Ho controllato sulla mappa presente sul sito dove fosse lo spacciatore a me più vicino, l’ho contattato e ci siamo incontrati qualche giorno dopo. Mi ha regalato un pezzo della sua Pasta Madre, nata nel 2007. Non so quale sia il motivo, ma questo nome mi viene da scriverlo con la lettera maiuscola, sarà una forma di rispetto verso questa magnifica pasta che cresce all’interno del nostro frigorifero e che necessità delle nostre cure per rimanere in buona salute. Sarà il suo profumo e la soddisfazione che dona a tutti gli appassionati panificatori.

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Questo di oggi è il mio primo esperimento e sono soddisfatta: del profumo di questo pane innanzitutto, ancora prima di assaggiarlo, e del suo sapore poi, dolce e armonioso. Infine sono soddisfatta della sua leggerezza e della sua alta digeribilità.

Grazie quindi a Paolo per il magnifico regalo (se vi interessa leggere un suo articolo sull’argomento lo trovate qui) e a Pastamadre per questa bellissima iniziativa, che da oggi accolgo volentieri. Chiunque di voi fosse interessato ad avere in dono un pezzetto di Pasta Madre può contattarmi. Sarò felice di farvi questo regalo.

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Per prepararlo ho utilizzato:
150 gr di Pasta Madre
350 gr di farina di farro
200 gr di semola di grano duro
sale
 
Sono state necessarie sei ore di lievitazione della pasta e altre due ore per la seconda lievitazione con il pane già in “forma”.
Ha cotto per 45 minuti a 230 gradi
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