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Se Piatticoitacchi fosse una donna vera e non il mio alter ego della fantasia, si rifiuterebbe di mettersi a dieta. Certo, essendo lei un personaggio della fantasia, vivrebbe in un modo senza calorie e senza grassi aggiunti, dove tutto è concesso, senza subirne le conseguenze, perlomeno in fatto di cibo. Purtroppo, il mondo di Angiola non appartiene a questo regno magico ed è dovuta correre ai ripari dagli stravizi della tavola, di cui spesso ama godere. Ma andiamo con ordine: da 15 giorni, oramai, ho iniziato la dieta e anche Piatticoitacchi si è dovuta adeguare, almeno in parte. Fare una dieta, però, non vuol dire mangiare necessariamente male e questo è un sacrosanto diritto. Naturalmente su alcune regole auree non si può transigere: la disciplina e il rigore sono elementi fondamentali per poter raggiungere l’obiettivo e poter creare delle buone abitudini. Una dieta è pressoché come affrontare un video-game, composto da vari livelli e, come tutti i video game che si rispettino, esistono pericolosi nemici: alcuni sono difficili da riconoscere, perché riguardano la nostra sfera più intima, le nostre debolezze e insicurezze. Alcuni, invece, sono molto più semplici da riconoscere, perché sono rappresentati dalle occasioni in cui semplicemente si esagera a tavola: in giro per ristoranti, a casa di amici a cena e in tutte quelle occasioni in cui (a trent’anni pare funzioni così) si organizzi per andare a fare una bella scorpacciata tutti insieme.

I più simpatici personaggi del video game, sono quelli che io chiamo i “disturbatori”: appartengono alla categoria dei nemici, ma sono talmente riconoscibili e individuabili, che si deve stare attenti, ma abbatterli è pressoché certo. A volte, però, devi colpirli più volte, perché sembra non vogliano mai morire, Insomma, sai che moriranno, ma sono duri a mollare. Sono quelli del “perché non assaggi qualcosa?”, quelli del “eddai, fai uno strappo alla regola!”, perché “tanto per una volta non succede nulla” o perché tanto “qui dentro – riferito ad un arancino siciliano fritto – “c’è solo un po’ di riso”. Riporto le testuali parole per far si che possiate riconoscerli, quando vi capiterà di incontrarli sulla vostra strada. Si preoccuperanno di esprimere il loro parere su ciò che state facendo, sulla possibilità di essere meno intransigenti, ottenendo comunque dei buoni risultati. Vi porteranno esempi, esprimeranno pareri sulla vostra nutrizione e vi faranno presente che “l’importante è muoversi” e non tanto stare attenti a tavola. Potrebbero anche cercare di colpirvi puntando sulla vostra educazione, facendo presente che “non mangiare un pezzo di torta, non è carino nei confronti del festeggiato”. Ecco, con loro si vince facile, ma che scocciatura, perdere così tanto tempo per passare al livello successivo. Perché i livelli sono tanti e a volte difficili da superare, ma questa volta voglio vedere la scritta GAME OVER.

Vi lascio ad una millefoglie di salmone e carciofi. Un piatto leggero, ovviamente un po’ chic, ma gustosissimo. Potrete servirlo come antipasto o come secondo piatto a seconda della quantità della portata.
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INGREDIENTI (PER 2 PERSONE):

– 100 GR DI SALMONE FRESCO

– 5 CARCIOFI

– 1 SPICCHIO D’AGLIO

– ZENZERO FRESCO O IN POLVERE

– PEPE ROSA

– ORIGANO

– 2 CUCCHIAI DI OLIO EVO

– SALE

PROCEDIMENTO:

Cuocere i carciofi puliti e tagliati a listarelle in una padella con l’olio e l’aglio. Soffriggere per qualche minuto e aggiungere poi un mestolo d’acqua e coprire fino a cottura. Salare e pepare. In una padella antiaderente cuocere brevemente il salmone tagliato a filetti (simili a quelli del sashimi) dopo averlo lavato ed eventualmente spinato con l’aiuto di una pinzetta. Aggiungere a fine cottura una grattugiata di zenzero fresco o in polvere e qualche grano di pepe rosa.

Comporre il piatto, eventualmente con l’aiuto di un coppa pasta, alternando qualche filetto di salmone con i carciofi. Finire con una spolverata di origano e giro d’olio extravergine.

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