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Lo conoscete il mio nome? Forse si, forse no. Non ho mai fatto grande pubblicità in questo spazio di come mi chiami. E’ stata una sorta di rivalsa dopo tanti anni in cui il mio nome è stato storpiato e trattato male, a volte con sufficienza, a volte con leggerezza e poter, per una volta, fare a meno di dirlo e nascondermi dietro al mio alias culinario, tutto sommato non mi è dispiaciuto.

Mi chiamo Angiola. Non Angiòla, non Angìola, ma Angiola, con l’accento sulla prima A. Mio papà dice che le persone intelligenti lo capiscono al volo il mio nome: non c’è bisogno di dover fare appunti o correzioni, ma vi assicuro che non è sempre così semplice, anzi, non lo è quasi mai. Neanche con persone insospettabili.

Fin da piccola sono stata abituata a sentire il mio nome storpiato. C’è chi non lo riconosce come nome e mi chiede candidamente di non dirgli il cognome (a loro parere Angiola lo è), ma il nome! C’è chi simpaticamente mi comunica che mi chiamerà “Angela”, per evitare di sbagliare, c’è chi si ostina a chiamarmi Angiòla, nonostante le mie mille riprese (naturalmente non ne faccio passare una). Beh, cari signori, non è questo il mio nome e non è così che mi voglio sentir chiamare. Diciamo che qualche pregio c’è: una volta imparato non si dimentica più e sicuramente spicco in mezzo alla classica stretta di mano durante una presentazione con estranei. La domanda di rito che ne segue è  – “come mai questo nome?”  – e allora rispondo (quante migliaia di volte l’avrò ripetuta questa storia?) che è stata, naturalmente, una scelta dei miei genitori e che mia mamma ad un certo punto si è anche pentita, ma papà era già uscito per andare all’anagrafe, e, visto che non c’erano i cellulari, non ha potuto fermarlo. So per certo che è andata meglio così: il nome prescelto, a quel punto, sarebbe stato il mio omonimo classico, Angela, in cui non mi rivedo per nulla e che trovo lontanissimo da me. Un nome semplice non mi si addiceva, perché io, purtroppo o per fortuna, semplice non sono. Perché vi ho raccontato tutto questo stasera? Non lo so. Ma quando leggo i vostri commenti e vedo che spesso vi firmate con il vostro nome, io mi sento un po’ a disagio e non so perché. Ecco, ho fatto outing. Angiola è il mio nome e credo che non lo dimenticherete più.

Vi lascio con la ricetta di oggi: una lasagnetta semplice, fatta con buoni funghi porcini secchi. Ho cotto le lasagne in acqua e curcuma, che hanno donato alla pasta un delicato aroma e un colore giallo intenso. Ho profumato con qualche goccia di miele, per esaltare l’aroma sapido dei funghi.

foto 1_Fotor

ingredienti per 4 persone:

400 GR DI FARINA 0

4 UOVA FRESCHE

30 GR DI FUNGHI PORCINI SECCHI

UN CIUFFO DI PREZZEMOLO

CURCUMA A PIACERE

UN CUCCHIAIO DI MIELE

PARMIGIANO

OLIO EVO

SALE

foto 3_Fotor

PROCEDIMENTO:

Ho preparato le lasagnette fresche seguendo la procedura classica della pasta fresca, facendo la classica fontana, a cui ho unito le uova intere e l’olio. Ho impastato fino ad ottenere un panetto liscio, che ho lasciato riposare una ventina di minuti al riparo dall’aria. Ho lasciato ammorbidire i funghi in acqua per una ventina di minuti e li ho spadellati con un filo d’olio e qualche cucchiaio di acqua. Ho aggiunto infine il prezzemolo e un cucchiaio raso di farina per creare una salsa leggera, che ho salato a piacere. Ho steso la pasta con il matterello e ho formato delle lasagnette che ho cotto in acqua bollente alla quale avevo aggiunto un cucchiaio di curcuma. Ho impiattato alternando la pasta con i funghi e la loro salsina e un po’ di parmigiano grattugiato. Ho finito il piatto con qualche goccia di miele e un filo d’olio.

Enjoy

foto 5_Fotor

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