VEGAN CHERRY PIE

L’assente ingiusificata. Sapevo che sarebbe successo prima o poi. Tutta questa disciplina e organizzazione iniziavano a starmi un po’ strette e mi sono presa una vacanza dal blog e da altri “doveri”. Dove finisce la libertà di agire e il dovere nei confronti degli altri? Si aprono sempre grossi dilemmi su questo tema e io appartengo sicuramente al “partito della libertà”, che ha poco a che fare col buon Silvio nazionale, ma ha a che fare più che altro con: “per stare bene con sè stessi, ognuno di noi deve fare ciò che crede e che vuole e non ciò che è giusto secondo gli altri o la morale comune”. Mi ritrovo spesso nella vita, in particolar modo in alcuni periodi, ad essere un po’ anarchica, almeno secondo la visione altrui e poco incline ai programmi, agli impegni e sento il forte desiderio di fare ciò che mi va. Naturalmente non credo di far male a nessuno, ma a volte mi sento un po’ additata come “quella fa sempre un po’ quello che le pare”. Ebbene si. Faccio quello che mi pare entro i limiti del possibile e senza danneggiare gli altri. Credo sia l’unico modo (almeno per me) per stare bene con me stessa. E’ un po’ come quando la mattina, guardando fuori dalla finestra, vedo grosse nuvole all’orizzionte e decido comunque di uscire con le scarpe aperte e di non prendere naturalmente l’ombrello (perchè un po’ di pioggia fa così paura?). Spesso e volentieri mi ritrovo i piedi fradici, i capelli crespi e bagnati e gli sguardi di qualche donna perfetta che con tenerezza tira fuori dalla pochette qualche kleenex da offrirmi, per asciugarmi i piedi o la faccia. Chi mi conosce bene sa che questo mio modo di essere non ha nulla a che fare con la solidità e sicurezza che dò nei miei rapporti e nelle mie relazioni, quindi ben vengano gli acquazzoni e i cambi di programma.

Questa settimana ritorno con la mia pasticceria naturale e vegana. Una ricetta semplicissima, veloce e davvero buona. Mi sono data un tono chiamandola cherry pie, ma si tratta di una semplice frolla vegan e ciliegie.  Sono sicura vi conquisterà, come ha conquistato chi l’ha assaggiata, anche i più scettici 🙂 La ricetta della frolla vegan è di Luca Montersino, una garanzia.

Buona settimana e ci vediamo il prossimo lunedì (forse 😉 )

DSC_0818_FotorINGREDIENTI:

PER LA FROLLA

250 gr di farina semi integrale (per me farina setaccio del Mulino Marino)

250 gr di farina di kamut biologica

1 pizzico di sale

semi di un baccello di vaniglia

10 gr di lievito per dolci (per me cremor tartaro)

128 gr di acqua

64 gr di olio di semi di mais

64 gr di olio extravergine di oliva

250 gr di zucchero di canna (per me mascobado)

PER LA CONFETTURA DI CILIEGIE:

500 gr di ciliegie (al netto degli scarti)

4 cucchiai di zucchero grezzo di canna

1 cucchiaio e 1/2 di amido di mais

un baccello di vaniglia (facoltativo)

DSC_0844_Fotor

PROCEDIMENTO:

Ho preparato la frolla mescolando le due farine in una ciotola capiente, insieme al sale e al lievito. In una ciotola a parte ho mescolato l’acqua con lo zucchero, cercando di sciolglierlo il più possibile. Ho unito poi i due tipi di olio e la vaniglia. Ho unito poi il contenuto delle due ciotole, mescolando inizialmente con un cucchiaio di legno, poi velocemente con le mani, fino ad ottenere un panetto omogeneo. Ho diviso l’impasto a metà e ne ho steso una delle due parti tra due fogli di carta forno, fino a formare un cerchio di pasta di uno spessore di 1 centimetro e mezzo circa. L’ho riposto in frigo per un paio d’ore, insieme all’altra metà di panetto (se avete fretta i tempi si possono accelerare mettendo la frolla in freezer per una mezzoretta). Nel frattempo ho pulito le ciliegie, cercando di lasciarle abbastanza integre e le ho messe in una padella anti aderente. Le ho fatte cuocere qualche minuto e ho aggiunto poi lo zucchero e la vaniglia. Quando saranno morbide ma ancora piuttosto sode ho aggiunto l’amido di mais per addensare un po’ il liquido che si sarà formato. Ho lasciato cuocere ancora un paio di inuti e ho spento il fuoco. Ho preso la frolla dal frigo, ho tolto la carta da forno dalla parte superiore lasciando quella inferiore e ho posizionato l’impasto in una teglia rotonda dal diametro di 27 cm e ho ritagliato l’eccesso di pasta. Ho riempito con la composta di ciliegie la base e con il restante panetto di frolla ho formato delle briciole con le quali ho riempito uniformemente tutta la superficie. Ho infornato in forno statico a 190 gradi per circa 35 minuti.

DSC_0816_FotorENJOY

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31 thoughts

  1. Non c’è assolutamente nulla di male a essere “quella che fa sempre un po’ quello che le pare”. Altrimenti che gusto c’è? Mi chiedevo dove fossi finita… sono contenta di rileggerti e di godermi questo tuo gran ritorno. Spero che ora tu stia meglio. Le basi di Montersino sono strepitose e questo abbinamento con la confettura di ciliegie mi sta dicendo: “Mangiami, mangiami…”. Lo sento forte e chiaro….

  2. Carissima, ci mancherebbe solo che anche scrivere su di un blog fosse una costrizione. Fai pure quello che ti pare, tanto anche tu lo puoi fare solo in pochi contesti. La ricetta è davvero interessante. Pubblica cose buone quando te lo vuoi concedere 🙂

  3. Condivido al 100% le tue parole e penso che vivere così sia il miglior modo x volersi bene e conoscersi più a fondo.
    La torta è strepitosa, complimenti e a presto (anzi a quando vorrei ^_*)

  4. E io che mi ero rassegnata che fossi andata in ferie e non avrei letto la ricetta del lunedì…e invece, sorpresa è pure un dolce vegan! 😉 w la spensieratezza e la libertà di fare ciò che si vuole!

  5. Appena rincasata, preso acquazzone con scarpe aperte e senza ombrello … ma forse per me ormai sarebbe una ribellione fare il contrario!!! Spero di sognarmela un po’ anche in sogno questa tua torta, e magari trovarla magicamente domani mattina per colazione! 🙂

  6. Carissima, non sai quanto mi ritrovo in questa tua libertà .. condivido ogni tuo pensiero, lo sento mio sino in fondo e non sai quanto “essere così anarchici” sia la nostra salvezza! Gestire le proprie passioni in totale libertà, come lo è per me il blog, è una grande gioia e riesce a farmi sentire viva e padrona della mia vita!
    Tornando alla ricetta non posso dirti altro che è una vera delizia e che ti rappresenta tantissimo! ti abbraccio forte
    Manu

  7. Allora oggi faccio il commentatore anarchico. Sono indeciso se non lasciarlo proprio o lasciarne uno cattivo 😀 No, dai, scherzo! 😀 E’ giusto che ognuno viva la sua vita come meglio crede, sempre nel rispetto degli altri, come dici tu.
    E poi, i di fronte ai dolci mi sciolgo sempre, cosa potrei dire se non che mi farebbe piacere averne ora una fetta davanti a me? 😀
    Fortissimo il “forse” alla fine del post, mi piace! 😀
    A chissà quando.

    Fabio

  8. Cara ti capisco proprio, credo che essere un pochino anarchici, sempre nel rispetto altrui, sia una capacità da conquistare per essere davvero felici…nella nostra società, che spesso impone obblighi di vario tipo, non è facile, ma meglio controcorrente e felici che tristi e uniformi alla massa…credo in questo anche a tavola e sai che questi dolci sani e rustici, anticonformistici rispetto alla pasticceria tradizionale, li adoro e se potessi ne assaggerei una fettina direttamente dallo schermo 🙂 Ti abbraccio e spero di rileggerti presto 😉

  9. Ciao carissima, anch’io sono dell’idea che bisogna fare ciò che si sente nel cuore. Ti sei presa un periodo di pausa dal blog e chi non se lo prende di tanto in tanto. Certo è che le tue ricettine dall’aspetto così invitante ci sono mancate. Ben tornata con questa ricetta deliziosa. Peccato che io con le torte non ci so proprio fare. Bacio Bea

    1. Grazie Bea di essere passata e del sostegno 🙂 Per quanto riguarda i dolci ti posso assicurare che tutte le mie proposte sono semplicissime, proprio perchè anche io con i dolci elaborati non vado proprio d’accordo…
      Buona giornata e grazie di cuore di essere passata

      1. Appena posso, appena rubo quei minuti preziosi al mio tran tran quotidiano amo sempre passare tra i post dei miei followers e, dietro la facciata fredda del computer, cerco di vedere degli amici reali, cerco di studiare le loro personalità proprio perché non voglio interagire con una macchina. Quindi ben tornata tra noi. Hai visto che ho incontrato Silva, è stata un’esperienza meravigliosa.
        Quando puoi vai a curiosare così ci conosciamo meglio. Ciao e buona giornata

        https://viaggiandoconbea.wordpress.com/2015/06/26/borghetto-di-valeggio-sul-mincio-una-giornata-con-silva/

  10. Se dovessimo vivere anche il blog come un obbligo non ne usciremmo più!! entrerebbe anche lui nel circolo delle cose che dobbiamo fare e che ci sentiamo “così” se non facciamo. In realtà è un impegno con noi stesse, un mondo nostro che poi noi decidiamo di condividere con gli altri, ma tutto parte da una passione, da un amore per qualcosa che di certo non abbiamo mai vissuto come un impegno imprescindibile che ne avrebbe limitato la meraviglia.
    etto ciò, quanto torni a me fa sempre un gran piacere! E il tuoi dolci naturali me li gusto con… gusto! 😀 A quando vorrai tu cara! 😉

  11. Siamo buffe noi “food blogger”… ci prendiamo delle pause ma ci sentiamo in colpa e sentiamo il bisogno di giustificarci… ma io ho imparato a dire ” quando ci vo’ ci vuole”. Detto questo cmq sono contenta che tu sia tornata, soprattutto “stringendo” fra le mani delle ciliegie trasformate in una torta bella rustica come piace a me!

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