PICI FATTI A MANO CON CACIO, PEPE E CARCIOFI

Nei momenti di confusione bisogna trarre risorse delle proprio certezze. Suona un po’ come metafora della vita, ma in questo caso mi riferisco solo alla mia indecisione su cosa preparare per il blog questo weekend. Domenica mattina mi sono svegliata presto, dopo pochissime ore di sonno, priva di qualsiasi ispirazione e ho deciso, quindi, di fare quello che mi riesce meglio. Non potevo quindi che andare a prendere il mio ingrediente preferito Sua Maestà la Farina e il mio scettro, il mattarello. Missione: i pici senesi. Prima però mi sono documentata un po’ su internet. Sospettavo si trattasse di una pasta senza uova, ma non ne ero certa e ho o scoperto, in effetti, che la ricetta originale non le prevede, se non in piccolissime percentuali (ad esempio un solo uovo per ogni chilo di farina). Prima di iniziare a prepararli ho guardato questo interessante video su  youtube. La rassicurante signora che li prepara, specifica che una volta l’impasto dei pici era rigorosamente senza uova, ma che oggi, vista la sempre maggiore raffinazione delle farine è consigliabile aggiungerne un po’ all’impasto. Fidandomi molto delle farine che utilizzo (quelle del Murino Marino, macinate a pietra naturale, al quale prima o poi chiederò di pagarmi per la pubblicità)  ho deciso che avrei mantenuto la ricetta originale, quindi senza aggiungere uova. Obiettivo raggiunto: l’impasto era semplice da lavorare e fare i pici è stato più semplice e veloce del previsto. Per condirli non potevo che scegliere il sugo tradizionale che, a mio parere, meglio li rappresenta: il cacio e il pepe. Ho deciso di aggiungere un po’ di carciofi spadellati con aglio e scorza di limone, anche se so che per i toscani puristi sarà un’eresia.

Nei miei numerosi viaggetti in terra toscana i pici sono sempre stati presenti: quelli che più ho nel cuore li ho mangiati in un ristorante a Montepulciano, dove ho conosciuto il ristoratore più estroso ed egocentrico che mi fosse mai capitato di incontrare, un certo Pier. Il suo ristorante si trovava (ora ha ceduto la sua attività) in una vietta defilata del centro cittadino ed era uno di quei posti che o ami o odi. Io l’ho amato subito, tanto che ci sono sempre tornata per anni non appena possibile per farmi coccolare, a suo modo, da lui e soprattutto dalle sapienti mani di sua moglie Elda, che, nonostante l’antipatia le trasudasse da tutti i pori, cucinava divinamente.

Questa settimana abbiamo un’assente giustificata: Adriana si trova a Verona per Vinitaly e quindi non avremo il suo abbinamento, ma tra due settimane sarà di nuovo con noi.

Con questa ricetta ho il piacere di partecipare al contest “LaMiaToscana di Ibiscottidellazia in collaborazione con VersiliaFormat della mia amica Consuelo.

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Buona settimana e al prossimo lunedì 🙂

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INGREDIENTI PER 2 PERSONE

IMPASTO:10 MIN+10 min di riposo – Tempo di cottura:6/7 minuti–Diffcoltà:facile

PER LA PASTA

150 gr di farina grano tenero (per me semintegrale)

50 gr di farina di grano duro

1 cucchiaio di olio evo

130 gr di acqua circa

PROCEDIMENTO

Ho messo le farine in una ciotola capiente, ho aggiunto l’olio e parte dell’acqua e ho cominciato ad amalgamare, aggiungendo piano piano eventuale altra acqua, la cui capacità di assorbimento dipenderà dal tipo di farina che utilizzate. Ho trasferito poi l’impasto su un piano di lavoro, dove ho cominciato ad impastare bene con le mani. Dovrà risultare morbido e facilmente lavorabile, ma non appiccicoso. L’ho lasciato riposare una decina di minuti e l’ho poi steso con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro. L’ho tagliato poi a striscoline di circa un centimentro. Ho lavorato ciascuna strisciolina con le mani fino a dargli una forma rotonda, simile a quella di un grosso spaghettone (guardate il video che vi ho segnalato per guardare bene il procedimento) e ho spolverato poi con abbondante semola di grano duro.

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PER IL SUGO

INGREDIENTI

 3/4 cucchiai di olio

80/90 gr di pecorino semi stagionato grattugiato

1 mestolo di acqua di cottura della pasta

pepe nero macinato fresco

2 carciofi puliti e tagliati a listarelle

1 spicchio d’aglio

sale

scorza di limone

PROCEDIMENTO

Ho scaldato l’olio in una padella con lo spicchio d’aglio fino a rosolarlo leggermente e ho aggiunto, poi, i carciofi. Li ho lasciati rosolare per un paio di minuti e ho aggiunto poi un pochino d’acqua e li ho lasciati stufare per una decina di minuti. Ho messo poi a cuocere la pasta in abbondante acqua salata e nel frattempo ho scaldato qualche cucchiaio di olio in una padella. Una volta cotta la pasta (al dente), l’ho scolata e l’ho salata brevemente nell’olio. Ho spostato la padella dal fuoco, ho aggiunto il pecorino e un mestolo dell’acqua di cottura della pasta. Ho mantecato qualche secondo (mi raccomando giusto qualche secondo, altrimenti il formaggio farà i grumi) sul fuoco e ho aggiunto il pepe nero macinato. Ho impiattato aggiungendo i carciofi spadellati e ancora un filo d’olio.

ENJOY

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28 thoughts

  1. Hai scelto ricette minimaliste: i pici senza uova e un condimento che prevede solo due ingredienti. Anche il ciuffo di carciofi seque questa filosofia.
    Come dico sempre: fare le “cose” semplici è la cosa più difficile in cucina; il tuo risultato è davvero ottimo. Quella cremina liscia della pasta non è facile da ottenere (io ho mangiato grumi per una settimana prima di ottenerla!) e l’insieme trasuda quella semplicità squisita che la foto, col solo piatt,o aiuta ad esaltare.

    🙂

  2. Reinterpretare un classico è forse la cosa più difficile proprio per l’abitudine, l’affetto che si prova per un piatto, però credo che la cucina sia anche evoluzione e voglia di sperimentare nuovi abbinamenti. Beh, a me questi carciofi aggiunti intrigano moltissimo.

    Fabio

    1. Ciao Fabio!
      Hai proprio ragione! Ma sui classici regionali, si ha sempre paura di “offendere” qualcuno 🙂 scherzi a parte…i carciofi, nella loro buonissima semplicità, non possono che arricchire un piatto già molto gustoso, a me è piaciuto!
      Grazie di cuore per essere passato!
      Un abbraccio e buona giornata

  3. Ti ho immaginato con Sua Maestà la Farina e lo scettro Mattarello. Una vera e propria fata tra i fornelli. Che bella questa straordinaria semplicità. E che buona questa pasta. L’aggiunta dei carciofi acidulati sarà un’eresia per i puristi, ma a me intriga un sacco. Buona settimana! 🙂

    1. Mi piace molto questa visione fiabesca che hai di me. Ti permetto di conservarla fino a quando ci incontreremo e dovrai ricrederti 🙂
      Scherzi a parte, grazie di cuore, credo che questa pasta sarebbe piaciuta anche a te 🙂
      Un abbraccio e buona giornata!

  4. Meraviglia…un piatto degno del miglior ristorante toscano! Non ho mai preparato i pici, ma il procedimento e la lavorazione sono davvero molto simili a quelle degli strozzapreti, formato di pasta tipico delle mie parti…quindi potrei cimentarmi anche io 😉 Complimenti per il risultato e…un abbraccio 🙂

  5. insomma una domenica mattina mooolto fruttifera! 🙂
    ps: non mi ricordo più: te lo avevo detto che settimana scorsa mio papà ha fatto i tuoi gnochetti di ceci? pensa che mi ha tel. prima di farli per chiedermis e ti conoscevo e se ci si poteva fidare delle tue ricette! 😀 Certo che sì!!!

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